giovedì 8 maggio 2014

Giornata tipo: la colazione

...Oggi lo specchio mi vuole essere amico ed è per questo che si appanna nascondendo le occhiaie che segnano il volto.
Mi dirigo verso la cucina. Non ho fame, ma ritengo che mettere qualcosa dentro lo stomaco mi permetta di recuperare un po' di energie e aprire definitivamente gli occhi. Il rumore del forno a microonde ormai è un mantra a cui non posso rinunciare. Apro lo sportello un secondo prima il trillo del timer mi costringa a uscire da questo stato di semi incoscienza. Il latte caldo fuma. Vorrei che il mondo intorno a me si fermasse almeno per quei cinque minuti ma non è possibile, anzi, sembra voler correre a velocità doppia. I miei stanno discutendo del mio ultimo lavoro. Già, quel lavoro per cui avanzo quattro mesi di compensi in nero e il cui capo era un incrocio fra Hitler e un cane allevato da mafiosi per far combattimenti clandestini. "Ho incontrato Cinzia". L'affermazione di mia madre mi lascia un po' perplesso; non ricordo nessuno con questo nome. "Cinzia, la cugina di coso..." Coso è satana, ciò il dittatore di cui parlavo prima. Alzo un occhio per verificare se il discorso è finito o prenderà svolte inaspettate, dentro di me sale l'agitazione. E' come se una scossa di terremoto mi scuotesse in tutte le direzioni, esternamente mantengo la calma di un monaco buddista. "Mi ha chiesto come andava e io le ho detto che non ti hanno ancora pagato. Ha detto che si interesserà". E' più di un mese che mi muovo con mosse da esperto diplomatico per cercare di portare a casa la parte più consistente di quel che avanzo da quel delinquente e improvvisamente tutto crolla. Mia madre è riuscita a coinvolgere persone che non centrano nulla. Mi sento come se il mastino di cui sopra avesse appena trovato il modo di azzannarmi al collo. Esternamente il monaco buddista resiste, ma è evidente che le crepe prima o poi affioreranno sulla superficie. Ripenso al plastico da portare a Vespa...
(continua)

St.

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