E' presto, soprattutto se sei disoccupato ed è un giorno prefestivo. Qualsiasi cosa tu faccia in un giorno del genere risulta essere solo uno spreco di forze vitali e aumento di entropia dell'universo. Hai passato i trenta ma la tua condizione ti ha riportato a vivere a casa con i tuoi. E' temporaneo, pensi, appena mi rimetto in sesto mi sgancio da questa gabbia di matti, ma intanto sono due anni che il temporaneo tende al definitivo.
Ribadisco il concetto: è presto, sarebbe presto anche per un operaio che ha un'ora di strada per raggiungere il posto di lavoro in una catena di montaggio dove si fanno i turni per non fermare la produzione. E' presto perché ieri sera, fra una parola biascicata dietro una birra in compagnia di pochi amici e quell'insonnia che ormai sta diventando la tua amante, hai visto avvicinarsi il cuscino alla faccia dopo le tre. Ciononostante ti svegli accolto dalle solite urla dei tuoi che stanno animatamente discutendo di come dovresti fare per dare una svolta alla tua vita. Tu sai che la risposta giusta in quel momento potrebbe essere portando il plastico di casa tua, che l'insegnante di tecnica ti aveva fatto fare alle medie con gli stuzzicadenti, indicando al buon Vespa il punto preciso dove hai aperto il fuoco nei confronti dei tuoi vecchi. Il mal di testa ti ricorda che fra le tue sfighe c'è quella di essere meteoropatico. Fai un sospiro. Non basta. Fai un altro sospiro, ti avvii verso il bagno per lavarti i denti e levarti quell'alito da carogna che stenderebbe un leone. Buon giorno mondo.
(continua)
St.
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