sabato 3 maggio 2014

Il mio amore per il cinema

Il cinema muto lo idolatrava.
Tutta una corrente del cinema ha ritratto lo sfigato.
Colui che esce dalla porta ma scopre di non avere pianerottolo e di non essere al piano terra.
Colui che fermo alla stazione si vede passare di fronte il treno che beffardo non si ferma. E gli tocca pure comicamente corrergli dietro.

Colui che passeggia non curante per strada e viene nell'ordine investito da:
- un automobile
- un pianoforte ovviamente a coda
- vasi di terracotta adattati per sequoia
- un asino
- gavettoni nel migliore dei casi d'acqua
- un potenziale suicida
- un triciclo
- un ufo.
Cogliete per caso anche voi una speciale e malsana ironia? Che gusto psicotico c'è nel ridere di un poverino il quale non vive un solo giorno senza che qualcosa lo faccia inciampare alla final destination, con la non trascurabile possibilità di morire.
Charlot era lo sfigato per eccellenza. Mi immagino una sala di spettatori divisi tra il divertito e l'intenerito. Chi non proverebbe uno di questi sentimenti?
Beh. Noi.
Io sarei salita sulla sedia e a gran voce avrei chiesto se ci stavano per caso prendendo per il culo!
Quindi sfigati di tutto il mondo uniamoci ed insorgiamo.
Chi se ne frega del surriscaldamento globale, della crisi economica, dei governi non eletti, dell'omofobia, del razzismo e della gente che muore di fame.
Noi rivoluzioneremo il pianeta portando la sfiga a chi ancora non ce l'ha!
E cosa ancor più importante faremo avere in ogni casa un addetto alla manutenzione dei rotoli di carta igienica, perché sfido chiunque a trovare una sfiga più grande dell'avere un attacco di diarrea e trovarsi con il solo tubicino di cartone. Che in quei casi è la soluzione quanto lo sono i coriandoli di un famoso detto.

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